Lezioni di editoria è la rubrica Instagram di Fondazione Mondadori nata per fornire delle pillole teoriche e delle segnalazioni bibliografiche sulle professioni che ruotano attorno al mondo del libro.

Ogni lezione è dedicata a un lavoro specifico, dal lettore editoriale all’agente letterario, dal traduttore al grafico, con esempi e citazioni di personaggi illustri e una selezione di titoli per chi vuole cominciare ad approfondire o avvicinarsi alla materia.

Tutti i testi proposti dalla rubrica sono presenti ne la Rosa e disponibili per la consultazione.

Per approfondire ulteriormente l'oggetto della lezione, basterà seguire i suggerimenti dei bibliotecari in calce ad essa.

 


Lezioni di editoria #1 – Il lettore editoriale 

 

Chi è il lettore editoriale?


• Consulente fidato di una casa editrice a cui viene assegnata la lettura tecnica di un manoscritto o di un titolo straniero inediti.

• Il compito del lettore editoriale è quello di fornire una scheda (detta «parere di lettura») che possa orientare il giudizio degli editor e fare da filtro ai numerosi testi che arrivano in casa editrice.

• Elementi indispensabili per un buon parere di lettura: dettagli tecnici del testo, sinossi, commento e giudizio di pubblicabilità.

 

Citazione da un lettore illustre: Oreste del Buono


Lettore editoriale per Mondadori, Oreste del Buono è stato un consulente eclettico e sui generis. Così parla delle sue letture in un’intervista all’«Europeo» del 1984:

 

Leggo spesso la notte. Con la diagonale, come si usa per impadronirsi della trama. E per i best-seller basta e avanza. Oppure leggendo, come mi ha insegnato un mio zio, prima la pagina 8 e poi i multipli. Il numero è libero. Scelgo l’8 perché l’8 marzo di 61 anni fa sono nato. Se non si tratta di un best seller, però, poi mi leggo tutto e abbastanza piano. Allora un libro può durare tante notti. Se il libro è bello, leggo sempre più piano. Non vorrei finirlo mai.

 

 

 

Segnalazioni bibliografiche

Per approfondire l'argomento di questa lezione prova a effettuare una ricerca avanzata con soggetto "parere di lettura" e/o il nome del lettore di tuo interesse (nella forma inversa es. "Del Buono, Oreste").


Lezioni di editoria #2 – L'agente letterario 

 

Chi è l'agente letterario?


In I mestieri del libro, Oliviero Ponte Di Pino individua i quattro compiti principali dell’agente letterario:

1. lo scouting, ossia l’attività di ricerca e inserimento sul mercato di nuovi titoli e autori, nazionali e stranieri;

2. l’intermediazione tra agente ed editore di un libro straniero e casa editrice del Paese di riferimento;

3. la tutela degli interessi dell’autore nelle trattative con l’editore;

4. il supporto all’editore nell’attività di distribuzione, vendita e promozione del titolo.

 

Citazione da un agente letterario illustre: Erich Linder


Così parla del suo lavoro Erich Linder in un'intervista radiofonica condotta da Enrico Romero (in Erich Linder: autori, editori, librai, lettori):

 

 Signor Linder, qual è la sua professione?

«Io rappresento autori, il che significa amministrare i loro contratti con gli editori, e in certi casi trovare gli editori per le opere di un autore. Significa comunque riuscire o a trovare il miglior editore per una certa opera o per tutte le opere di un certo autore, o (e molto spesso le due cose coincidono) riuscire a ottenere per l’autore il miglior contratto possibile, il che non va visto in termini solo economici: la parte economica è solo una delle parti del contratto. [...] chi rappresenta un autore svolge veramente un’attività abbastanza autonoma, cioè deve crearsi un’idea di che cos’è il mondo editoriale nei riguardi di quell’autore, di quale può essere il pubblico; e poi a un certo punto deve discutere di queste cose con l’autore. Quando quell’autore si è persuaso che il punto di vista che gli è stato presentato dal suo agente è un punto di vista ragionevole, a quel punto l’agente si identifica con l’autore nella trattativa.»

 

 Che cosa le ha insegnato il suo mestiere, signor Linder?

«La pazienza.»

 

 

Segnalazioni bibliografiche

Per approfondire l'argomento di questa lezione prova a effettuare una ricerca avanzata con soggetto "agente letterario", "agenzia letteraria" e/o il nome dell'agente letterario o agenzia letteraria di tuo interesse (nella forma inversa per i nomi di persona es. "Linder, Erich").


Lezioni di editoria #3 – Il traduttore

 

Cosa significa «tradurre»?


Tradurre un libro è un lavoro carico di fascino, ma complesso, che richiede specifiche competenze tecniche e attitudinali.

Oltre, naturalmente, a un’ottima conoscenza della “lingua di partenza” e della “lingua di arrivo” è necessario, infatti, avere familiarità con le norme e pratiche redazionali e possedere uno sguardo al contempo curioso e fortemente critico.

Come scrive Oliviero Ponte di Pino ne I mestieri del libro, inoltre, «la traduzione è un atto di interpretazione, un gesto creativo che presuppone notevole capacità di scrittura» per approdare a un testo fedele all’originale, ma che funzioni e sia scorrevole anche nella lingua di approdo.

 

Citazione da una traduttrice illustre: Lavinia Mazzucchetti


Così Natascia Barrale descrive la natura dell’attività di traduzione secondo Lavinia Mazzucchetti - con le sue stesse parole - nel saggio «Tradurre è cosa seria e necessaria». Lo Studio sull’arte del tradurre di Lavinia Mazzucchetti (in Lavinia Mazzucchetti. Impegno civile e mediazione culturale nell’Europa del Novecento):

Quando parlo di traduzione, scrive, non dovete aspettarvi da me fronzoli e orpelli: «se fossi patetica e capace di alate concioni», userei uno «stile oratorio corrispondente alla gesticolazione desabatiana», e potrei dire che i traduttori sono «pontieri dell’umanità, interpreti dell’anima dei popoli, trasmettitori delle fiaccole, reincarnatori della bellezza». E invece no: «tradurre è una professione [...] una missione che va scelta con la coscienza di affrontare un mestiere incomodo e ingrato». E come tutti i mestieri, va esercitato «con onestà».

 

 

 

Segnalazioni bibliografiche

Per approfondire l'argomento di questa lezione prova a effettuare una ricerca avanzata con soggetto "Traduzione" e/o il nome del traduttore di tuo interesse (nella forma inversa del nome es. "Mazzucchetti, Lavinia") o scarica gratuitamente «Tirature '16».

 


Lezioni di editoria #4 – La grafica editoriale

 

Cos'è la grafica editoriale?


La grafica editoriale è un'arte considerata più antica dell'editoria stessa.

Lavora su uno spazio che, in Disegnare il libo: grafica editoriale in Italia dal 1945 ad oggi, Armando Petrucci definisce aperto ed esposto: il frontespizio, i due piatti della copertina e la sovraccoperta.

Uno spazio di dominio dell'editore in cui testo e immagine si incontrano per realizzare un messaggio complesso, «non soltanto pubblicitario, ma anche informativo, interpretativo, designativo e indicativo».

Nella creazione di questo messaggio, il grafico interviene individuando gli elementi che sottolineano agli occhi del «lettore-consumatore potenziale l'appartenenza del prodotto a una "marca", a una "serie", a quella casa produttrice, insomma, che commissiona il progetto».

Questo ha permesso che si venissero a delineare «stili e linguaggi grafici propri di ciascuna casa».

 

Citazione da un grafico illustre: Bob Noorda


Bob Noorda, ideatore, tra gli altri, del marchio Mondadori che sintetizza le iniziali del fondatore della Casa Editrice, offre una suggestiva immagine del grafico al lavoro in una famosa citazione del 1981 apposta a chiusura del volume Bob Noorda design:

 

Fare il grafico è un mestiere che si può fare dappertutto, su un tavolino piccolo, come su un tavolo grande, non si ha bisogno di tanto macchinario, bastano delle matite e prende tutta la vita.

 

 

Segnalazioni bibliografiche

Per approfondire l'argomento di questa lezione prova a effettuare una ricerca avanzata con soggetto "Grafica" e/o il nome del grafico di tuo interesse (nella forma inversa del nome es. "Noorda, Bob" o "Alcorn, John").